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Documento indicazioni COVID-19

26 Marzo 2020

Care famiglie,
in questo periodo atipico e di possibile smarrimento e confusione, abbiamo ritenuto importante raccogliere informazioni che altri enti ufficiali hanno diffuso per poterle condividere con voi. Esse riguardano la gestione di informazioni inerenti il Covid-19 e i fattori di stress che possono insorgere nelle persone (in particolare riferimento persone con disabilità cognitiva e autismo).
Con la speranza di rivedervi presto,
Vi auguriamo una buona lettura.
*Nel testo sarà utilizzato il termine generico persona, poiché le indicazioni si riferiscono a bambini, ragazzi e giovani adulti.

INDICAZIONI E SPUNTI UTILI PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19
Durante un’epidemia virale è normale che le persone si sentano stressate e preoccupate.
Le abitudini cambiano all’improvviso e le regole da seguire al fine di limitare e contenere le conseguenze dell’epidemia collimano difficilmente con le proprie routine. Tutto viene rimesso in discussione e deve essere riorganizzato. Le persone autistiche o le persone con disabilità cognitiva possono essere maggiormente stressate e preoccupate a causa delle loro caratteristiche cognitive, difficoltà nella fera emotiva e di adattamento a rapidi e soprattutto inaspettati cambiamenti dei modi di vivere.
Alcune di esse, infatti, possono diventare molto ansiose o turbate, fino ad andare incontro a crisi d’ansia acuta o attacchi di panico. In questi casi possono mostrare confusione mentale, grave agitazione motoria, comportamenti problema e reazioni fisiche come tremori, scosse, difficoltà respiratorie, palpitazioni, tachicardia, diarrea, vomito, sbalzi di pressione e più raramente svenimenti.
Di seguito sono riportate alcune tecniche per aiutare a uscire da queste crisi:
– mantenete un tono di voce calmo e morbido;
– limitate gli spostamenti mentre parlate con la persona, cercando di non posizionarvi fra la
persona e l’uscita dalla stanza in cui vi trovate;
– controllate la mimica e la gestualità in modo che risulti adeguata ai contenuti rassicuranti dei
vostri discorsi;
– cercate di mantenere un contatto visivo con la persona mentre le parlate;
– ricordate alla persona che siete lì per aiutarla e che è al sicuro (se è vero);
– se qualcuno sembra disorientato o disconnesso da ciò che lo circonda, aiutatelo a rientrare in
contatto indicandogli di (o supportandolo fisicamente):
• posizionare i piedi sul pavimento in modo che possa sentire bene l’aderenza della pianta
del piede alla superficie;
• toccarsi lentamente le dita di una mano o la mano con l’altra mano;
• orientare l’attenzione verso oggetti o stimoli rilassanti o comunque non di stress presenti nell’ambiente; invitatelo anche a comunicare ciò che vede e sente;
• concentrarsi sul proprio respiro e respirare lentamente;
Per comunicare queste tecniche e aiutare a prevenire le crisi, utilizzate le strategie e gli strumenti più efficaci, secondo quanto precedentemente valutato in ambito clinico e domestico (per es. la comunicazione aumentativa alternativa, gli aiuti visivi o le storie sociali).
Dare informazioni chiare su cosa sta succedendo e come comportarsi è importante per tranquillizzare la persona.
Di seguito il link ad una storia in CAA creata da noi che, se desiderate, potete utilizzare.
INDICAZIONI COVID
Per aiutare la persona ad evitare i rischi associati all’isolamento si può prendere spunto dall’elenco delle seguenti attività:
– svegliarsi alla stessa ora ogni mattina;
– uscire per una breve passeggiata nel vicinato, avendo cura di evitare di avvicinarsi alle altre
persone;
– mantenere un contatto, tramite telefono o computer, con i docenti (se frequenta la scuola), con i
riabilitatori (se frequenta centri di riabilitazione) e le persone per lei/lui significative;
– utilizzare i siti di social networking, (es Facebook/Instagram o Zoom e Skype), con moderazione, per stare in contatto con gruppi di persone e amici;
– svolgere attività occupazionali, ricreative e sportive all’interno della propria abitazione.

Teniamo a mente che trascorrendo molte ore insieme e per tutti i giorni, non sempre la persona può aver voglia di condividere ambienti e momenti con qualcuno. È perciò importante comprendere il bisogno di privacy e di allontanamento temporaneo dalle stimolazioni sociali.

RISCHI LEGATI AI DRASTICI CAMBIAMENTI DEI LUOGHI E DEI MODI DI VIVERE
L’interruzione delle attività abituali e gradite, dei rapporti con insegnanti, compagni, educatori e persone significative, degli scambi interpersonali (o l’impossibilità di evitare la convivenza forzata) e, più in generale, della libertà può favorire sentimenti di smarrimento, solitudine, angoscia e frustrazione. Per alcune persone la sola interruzione di routine giornaliere e l’allontanamento dai luoghi normalmente frequentati è causa di confusione e sofferenza marcate.
Conoscere in anticipo quello che accadrà nella giornata e nella settimana è un modo per rendere prevedibile il presente e l’immediato futuro e, conseguentemente, per ridurre l’ansia.
Il modo migliore, perciò, per favorire l’adattamento della persona autistica o con disabilità cognitiva ai cambiamenti imposti dall’emergenza è quello di sostituire gradualmente alla routine che non può essere mantenuta, una nuova routine che preveda la frequenza dei luoghi consentiti e la pianificazione di attività diverse nel corso della giornata, tenendo presente le preferenze della persona.
I luoghi consentiti possono essere sensibilmente limitati (la propria abitazione) e ciò richiede che pur all’interno di spazi ridotti si provi a differenziarne alcuni, da abbinare ad un certo momento o attività: sapere che la mattina si potrà stare per un po’ al computer e, in seguito, ci si trasferirà in cucina per preparare insieme ad un caregiver, il pranzo e, dopo il pranzo, ci si potrà riposare, può essere più rassicurante che avere di fronte una giornata da occupare uguale a tante altre ma senza un programma definito.
E’ importante, quindi, mantenere la persona attiva e mantenere per quanto possibile una routine quotidiana (sveglia, colazione, attività al tavolo, relax, pranzo, attività al tavolo, relax, cena, cartoni/film/libro, dormire), riprogrammando un’agenda che contempli attività che possano esser svolte a casa, sia occupazionali, sia motorie, che ricreative (ad esempio: cura di sé e della propria igiene, mettere in ordine la propria stanza, accudire il proprio animale domestico, fare ginnastica). Può essere di grande aiuto utilizzare un’agenda visiva, inserendo sequenze di immagini, disegni o scritte che descrivono in anticipo ciò che succederà nel corso della giornata; per pianificare la settimana potranno essere utilizzati altri aiuti visivi, come calendari personalizzati.
Non bisogna dimenticare la sfera emotiva: è essenziale aiutare la persona a trovare modi positivi per esprimere sentimenti come la paura e la tristezza. Ogni persona ha il suo modo di esprimere emozioni e gli adulti vengono presi costantemente come un riferimento. È perciò importante mostrarvi sereni e tranquilli ed esprimere le vostre preoccupazioni lontano dalla persona in questione (che è già sovraccaricata da stress per la situazione limitante ed anomala).
Se la situazione non lo permette, è fondamentale spiegare al ragazzo o al bambino cosa sta succedendo e cosa sta provando l’adulto di riferimento, in modo da non generare confusione o paura.
Le attività creative, come il gioco e il disegno, possono facilitare il processo di esternazione delle emozioni. Molte persone si sentono sollevate se riescono a esprimere e comunicare i loro sentimenti in un ambiente sicuro e solidale. Anche i libri che trattano di specifiche emozioni o storie sociali (che offrano un suggerimento su come affrontarle) possono aiutare l’espressione delle proprie emozioni.
Quando e se possibile, attuate una turnazione tra caregivers, così da concedervi a tempi alterni, un po’ di riposo (utile sia per voi, sia per la persona autistica o con disabilità cognitiva).
Nel caso insorgano comportamenti problema non altrimenti gestibili è utile rivolgersi allo specialista con cui si è normalmente in contatto, per confrontarsi ed avere suggerimenti o idee su come affrontare la situazione. Seppure in una situazione particolarmente difficoltosa, frustrante e inaspettata ricordiamoci che siamo isolati, ma non soli.

Concludiamo allegando al documento alcuni link utili che potete utilizzare per informare della situazione.

Come_mai_non_si_va_a_scuola_-_Simbolizzazione_Estesa_e_Base
CORONAVIRUS_10 CONSIGLI_IN_LINGUAGGIO_FACILE_DA_LEGGERE(2)

Salutandovi affettuosamente,
rimaniamo a disposizione per eventuali informazioni o necessità.
Lo staff della Cooperativa Sociale Lunetica Onlus

*Il documento è stato riadattato basandoci sull’originale composto da SIDiN (Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo) in collaborazione con CREA (Centro Ricerca e Ambulatori), Fondazione San Sebastiano ASMED (Associazione per lo Studio dell’Assistenza Medica alla persona con Disabilità) Federazione Italiana Prader-Willi ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Onlus. Qui il documento originale https://www.sidin.info